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15-16 Dicembre 2005

Questions de plans (avec Daniel Stern, encore)

Il lavoro sul film (III) Dentro l'analisi: soggetto, senso, emozioni

in video



Editoriale

Come un prologo

di Federica Villa, Giulia Carluccio

Il lavoro sul film nasce come sorta di osservatorio permanente, con l'idea di favorire la discussione intorno ai modi possibili di pensare il cinema e di analizzarne le forme. Ed è soprattutto con questo spirito che il progetto è cresciuto sino ad arrivare alla costruzione di questo sito come ulteriore luogo di incontro e di scambio. Ma al di là delle occasioni e degli appuntamenti che negli anni il Lavoro sul film ha proposto, mantenendo assidua al suo tavolo di riflessione la presenza della comunità italiana degli studiosi di cinema, ci piace qui ricordare i molti momenti informali e gli scambi di opinioni, di proposte e  di suggerimenti per edizioni prossime, per progetti da far crescere. Quei momenti condivisi a lato, magari in un semplice scambio di telefonate, o  racchiusi in una mail, come prime intuizioni di un'idea tutta da farsi. Il progetto si è alimentato negli anni anche grazie a questa vivacità e a questa energia sotto banco.

Tra i molti che, in questo senso, hanno dato forza al Lavoro sul film c'è sicuramente Vincenzo Buccheri. Con lui abbiamo condiviso tante riflessioni, aggiustamenti di tiro, scommesse. Oltre al suo apporto, sempre speciale, alle varie edizioni del progetto, teniamo molto a ricordare proprio i suoi commenti in itinere, poco prima o subito dopo l'occasione ufficiale di incontro, quando si ritornava a pensare a cosa era andato bene e cosa, invece, si poteva migliorare, mettere meglio a fuoco, discutere ancora. Vincenzo suggeriva percorsi e sosteneva, questo sempre, nuove sfide. In particolare, questa di aprire un sito l'aveva conquistato. Non solo aveva accettato subito di essere tra i nostri corrispondenti, ma, proprio a partire da quei suoi, ultimi, scritti apparsi su "Segnocinema" intorno allo stato della riflessione teorica sul cinema, intendeva entrare vivacemente in discussione con molti di noi. Non vogliamo lasciare cadere quell'idea. La accogliamo proprio qui, in questo che certo  non vuole essere un editoriale, bensì un prologo al tutto che riuscirà ad essere questo sito.

(giugno 2009)

 

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in Blog

Conversazioni. Interviste, incontri, confronti

Intervista a David N. Rodowick

a cura di Cristina Tosatto

David N. Rodowick è professore di Visual and Environmental Studies e direttore della scuola di alti studi in Film and Visual Studies presso l'Università di Harvard. Tra i suoi molti libri ricordiamo, oltre al recente The Virtual Life of Film (2007 - tr. it. Il cinema nell'era del digitale, MCF-Edizioni Olivares, 2008), anche The Afterimage of Gilles Deleuze's Film Philosophy (1997, co-curatela) e Reading the Figural, or, Philosophy after the New Media (2001).

Abbiamo chiesto a Cristina Tosatto (dottoranda presso l'Università Cattolica di Milano) di intervistarlo per noi intorno ai temi della nuova testualità nei media in relazione ai processi di ibridazione delle arti e al fenomeno della convergenza digitale.

 

1. The problem of looking at the theory of cinema, today, is to compare its existence with the whole of the visual culture on the one hand and with the invasion of technology on the other. In this way the media convergence forces us to re-think the film as an object belonging to a visual culture and no longer to a strictly defined discipline. Moreover we are spectators of a passage between the film as text to a film as part of a spread textuality. The debate is still open, but do you think that the film studies can assume a strong place in the ground of the visual studies?
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in Interventi

Saggi. Proposte per la discussione

L'esperienza filmica. Una breve storia

di Francesco Casetti

Proviamo a pensare al cinema non per la tecnologia che lo ha contraddistinto, non per la macchina produttiva che lo ha caratterizzato, non per i film che sono apparsi, né per gli effetti che essi hanno creato. Proviamo invece a ripensare il tipo di esperienza che gli spettatori hanno vissuto davanti ad uno schermo - un'esperienza che ha cominciato a delinearsi nella sera del 28 dicembre 1895 con le proiezioni Lumiére nel Salon Indien; che si è sviluppata e perfezionata nel corso dei decenni successivi anche grazie alla messa in opera delle grandi sale cinematografiche; che ha subito alcune variazioni in connessione a delle acquisizioni tecniche come il sonoro, o il colore, o lo schermo panoramico, ecc.; e che oggi sembra andar incontro ad una trasformazione radicale, in coincidenza con la fine di due tratti più caratteristici del cinema, e cioè la sua natura di medium fotografico e quella di spettacolo collettivo.
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in Interventi

Materiali. Estratti, recensioni, work in progress

24/01/2007

Immagine filmica e divenire.

Estratto da Il lavoro sul film IV. 1. Che cosa ci interessa quando parliamo di cinema. Dall’analisi alla teoria e oltre

di Paolo Bertetto

«Il film ci propone sullo schermo non solo e non tanto il movimento nel suo estrinsecarsi molteplice, quanto innanzitutto la mobilità intrinseca del mondo, il fatto che il mondo, anche nella sua finzione filmica, si dia sempre come processualità, variabilità, mutamento. Nel mondo che noi vediamo sullo schermo, la mobilità è strutturale, intrinseca e ogni insieme visivo si presenta come un flusso dinamico e differenziato, come un insieme di eterogeneità, unificato soltanto dalla fluidità dinamica delle singole parti. Nella mobilità del visibile ci sono infatti materie ed oggetti, essenti antropomorfici e gesti, presenze animali e impalpabilità, e tutte queste componenti eterogenee sono unificate dalla mobilità, dalla trasformabilità. Nell'immagine quello che appare è un mondo in continua trasformazione, in cui le cose non sono e non restano mai uguali, ma sono inserite in un flusso di cambiamento generale. L'immagine schermica oggettiva e sintetizza questa mobilità dell'essente e la trasforma in una condizione di visibilità. Il cinema rende mobile tutto quello che diventa immagine filmica, raccogliendo e prospettando esemplarmente la mobilità come sintesi eidetica dell'essente. continua...

in Interventi